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ⓘ Gabriel González Videla




Gabriel González Videla
                                     

ⓘ Gabriel González Videla

Gabriel González Videla è stato un politico cileno.

Figlio di Gabriel González Castillo e Teresa Videla Zepeda, fu Presidente del Cile tra il 1946 e il 1952. Avvocato e leader del Partito Radicale, del quale fu eletto presidente nel 1937, fu deputato per il suo distretto natale dal 1933 al 1937 e dal 1937 al 1941. Nominato Ambasciatore in Francia nel 1939, divenne senatore nel 1945. Candidato a Presidente della Repubblica per lAlianza Democrática radicali, comunisti e democratici, venne eletto nel 1946. Nel 1924 aderì alla Massoneria. Sposato con Rosa Markmann Reijer, fu padre due figlie, Silvia e Rosa.

                                     

1. Il suo governo

Continuando con il programma della Corporación de Fomento de la Producción CORFO stabilito durante il governo di Juan Antonio Ríos Morales, durante la sua amministrazione venne creata la raffineria di Concón, lIndustria Azucarera Nacional S.A IANSA e si portò a compimento la costruzione della Compañía de Acero del Pacífico CAP. Venne anche continuata la creazione di centrali idroelettriche.

Per dotare il Paese di personale tecnico capace, venne fondata lUniversidad Técnica del Estado sulle basi della Escuela de Artes y Oficios, che poi è ciò che attualmente è lUniversidad de Santiago de Chile.

Per dare impulso produttivo a quella che allepoca costituiva la provincia di Coquimbo, il Presidente Videla si servì del cosiddetto Plan Serena. Questo piano contemplava una totale trasformazione della urbanizzazione di questa città, ma rispettando il suo stile architettonico di tipo coloniale. Al contempo, furono affidate ad un gruppo di coloni italiani degli appezzamenti nella zona costiera, al fine dalimentare lagricoltura. Impulso venne anche dato allattività mineraria.

Con lobiettivo di assicurarsi i diritti del Cile nella zona Antartica, furono fondate la Base Navale Arturo Prat e la Base Militare Bernardo OHiggins. Questultima fu fondata personalmente dal presidente González. Dallaltro lato, venne firmata, nel 1952, la Declaración de Santiago, mediante la quale Cile, Perù ed Ecuador riconoscevano le cosiddette 200 miglia della Zona Económica Exclusiva.

In ambito elettorale, un corpo di leggi emanate durante il suo mandato avranno anche una notevole importanza futura: nel 1949 infatti fu promulgata la legge che dava alle donne pieni diritti politici.

Nellassumere il governo, González Videla contava sullappoggio del Frente Popular, e in particolare del Partido Comunista, ma con improvviso voltafaccia, il Presidente promulgò la Ley de Defensa de la Democracia, mediante la quale si proibiva lesistenza stessa proprio di quel Partido Comunista che ne aveva permesso la salita al potere. Allo stesso tempo, represse nella violenza le proteste sociali in particolare, quelle dei minatori e ruppe le relazioni diplomatiche con lUnione Sovietica e con tutti gli altri Paesi del cosiddetto "blocco orientale". Proprio la violenta repressione dei minatori in sciopero nella regione di Bío-Bío, a Lota, dellottobre 1947 - i manifestanti vennero imprigionati in carceri militari e in campi di concentramento nei pressi della città di Pisagua - suscitò la più viva disapprovazione del poeta e senatore comunista Pablo Neruda, che giunse allapogeo con un drammatico discorso tenuto il 6 gennaio 1948 davanti al senato cileno, chiamato in seguito "Yo acuso", in cui Neruda lesse allassemblea lelenco dei minatori tenuti prigionieri. Videla a quel punto emanò un ordine darresto che costrinse ingiustamente Neruda ad anni di latitanza.

Giunto a conclusione il suo mandato, anche a causa di numerosi scandali, non terminò per questo la sua attività politica. Nel 1971 rinunciò addirittura a far parte del suo stesso partito, poiché in disaccordo con linclusione di questo nella Unidad Popular, il fronte di centrosinistra che permise lelezione alla Presidenza della Repubblica del socialista Salvador Allende. Dal 1973 fino alla sua morte collaborò con la dittadura militare di Augusto Pinochet.