Indietro

ⓘ Giovanni Bollea




                                     

ⓘ Giovanni Bollea

Nel 2003 ricevette la laurea honoris causa in Scienze delleducazione dellUniversità di Urbino. Nel 2004, gli fu conferito il premio alla carriera al Congresso mondiale di psichiatria e psicologia infantile di Berlino e, nel 2007, fu nominato cavaliere di gran croce dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Fu inoltre membro del Comitato dOnore del Premio UNICEF - dalla parte dei bambini sin dalla sua istituzione nel 1999. Si spense il 6 febbraio 2011 alletà di novantasette anni dopo unischemia cerebrale che lo costrinse, per sei lunghi mesi, al ricovero presso lOspedale Gemelli di Roma.

                                     

1. Il sogno della Montessori

Bollea propone un racconto dove si intrecciano le figure di due protagonisti, lui e la pedagoga Maria Montessori, nel quale manifesta il desiderio delle due eminenti figure di fondere la branca della psichiatria con quella della pedagogia, tracciando una linea guida tra psicoterapia e riabilitazione pedagogica. Lascia trapelare quindi il suo interesse, ereditato da Ugo Cerletti, di instaurare un nuovo paradigma terapeutico pluridimensionale e pluridirezionale, basato sullanalisi delle caratteristiche fisiche e ambientali del paziente e sulla sinergica collaborazione dequipe che coinvolge psichiatri, psicologi e assistenti sociali. Nasce su queste basi la moderna neuropsichiatria italiana.

                                     

2. Gli stadi evolutivi del gioco

Bollea riversò grande importanza allambito ludico nel periodo dello sviluppo, inteso come forma di inserimento sociale ed evoluzione della personalità del puer. Nei suoi studi delinea con particolare, e talvolta eccessiva precisione, levoluzione del gioco in relazione alletà presa in esame. Vengono considerate qui quattro sottoclassi distinte di giochi:

  • Giochi dacquisizione e di costruzione dai 6 anni in poi, che alimentano lacquisizione di esperienze, nozioni e capacità progettuale.
  • Giochi funzionali 0-2 anni, che riguardano la ripetizione paradigmatica di semplici movimenti e la riproduzione di suoni e rumori, al fine di raggiungere una maggiore confidenza con lambiente e con il proprio corpo;
  • Giochi di immaginazione e di imitazione 2-6 anni, che alimentano la capacità creativa del bambino;
  • Giochi con regole arbitrarie dai 6 anni in poi, anchessi formativi di immaginazione e capacità astrattiva, ed allo stesso tempo indispensabili per radicare nel bambino il bisogno di regole e limiti della vita nella società;

Fin da sempre esistito nella dimensione umana della distrazione, il gioco assume nel bambino un ruolo fondamentale nella catarsi e nello scarico di energie conflittuali, ma anche nella capacità di relazionarsi con gli altri. Il gioco diventa così finestra sul mondo del bambino, fondamentale nel campo dellanalisi psicologico-psichiatrica poiché permette agli specialisti del settore di valutare componenti escluse alla capacità comunicativa verbale dellinfante.

                                     

3. Scuola pilota e scuola dellobbligo

In una lettera al Ministro della Pubblica Istruzione, Bollea, da sempre preoccupato dello scadente sistema educativo-scolastico italiano, propose un modello alternativo di organizzazione della scuola dellobbligo che favorisse il processo di crescita degli adolescenti ed allo stesso tempo la tutela dei meno abbienti. Alla base del progetto vi era la necessità di accorpare la scuola materna e la scuola comune scuola elementare in ununica scuola pilota, ove fosse finalmente possibile lanalisi di tutte le deficienze del soggetto e fosse, allo stesso tempo, evitato lo stress traumatico dellingresso alla prima elementare che, non di rado, genera disadattamenti nei soggetti a rischio. Risultava quindi necessaria una preparazione del personale sul piano psicologico ed educativo affinché si instaurasse un rapporto empatico con i bambini, così da rendere la scuola una continuazione del nido domestico. Egli sostenne inoltre la necessità di una revisione del piano di studi universitario, improntato, in primo luogo, sul rapporto binomiale tra didattica e ricerca, e tra pratica e teoria, ma anche sulla visione del mondo accademico come agorà, prodromica di confronto, di messa in pratica della teoria, ma soprattutto come fucina del domani e dellideologia dei futuri uomini.



                                     

4.1. Ansia, anoressia e suicidio nelladolescente Lansia infantile

In un articolo di Neuropsichiatria infantile, Bollea dedica ampie pagine al problema riguardante lansia infantile, tra analogie e differenze con quella adulta.

Attraverso i suoi studi dimostrò così che manifestazioni eccessive di sicurezza, temerarietà o incuranza del pericolo vengono utilizzate dal bambino come forme per esorcizzare le paure, nascondendo in realtà dinamiche ansiogene e problemi di integrazione sociale. Attraverso uneducazione mirata, secondo Bollea, i genitori possono realmente diventare periti nel riconoscere il manifestarsi di situazione anomale sin dalle prime fasi di gioco del bambino, come nelle manifestazioni eccessive di paure, di introversione e di sadismo.

                                     

4.2. Ansia, anoressia e suicidio nelladolescente Lanoressia mentale infantile

Il padre della moderna neuropsichiatria descrive lanoressia mentale come nervosa e idiopatica, volendo con tal termine sottolineare la natura psichica della patologia studiata, distinguendola così da quella di natura prettamente organica. Nei suoi studi con A.M. Muratori rileva, oltre agli errati metodi educativi, una possibile predisposizione neuropatica costituzionale. Delinea così un profilo del genitore eccessivamente insistente, autoritario, dominatore, perfezionista sotto ogni punto di vista, spesso intellettuale ed emotivamente instabile con trascorsi da anoressico, come una della cause fondamentali della patologia del bambino. A tal proposito sostiene che il genitore, in analoghe situazioni, debba adattarsi maggiormente alle esigenze fisiologiche e comportamentali in modo da poter scongiurare la degenerazione in sindrome di opposizione totale, con conseguenze devastanti anche sul piano somatico.

                                     

4.3. Ansia, anoressia e suicidio nelladolescente Il suicidio nelletà evolutiva

Nel suo lavoro con Mayer su Infanzia Anormale, esaminando la letteratura le statistiche al riguardo, Bollea passa in rassegna le cause e la diffusione di tale fenomeno su scala continentale. Con dati alla mano, riscontra la maggior frequenza e diffusione di tale fenomeno tra i maschi adolescenti a partire dai 10 anni di età, esclusione fatta per la generazione di dodicenni che vede una netta prevalenza nelle femmine. Anche le modalità del suicidio rientrano in uno schema statisticamente ben definito: dai 10 ai 14 anni, prevalenza di impiccagione e defenestrazione; dai 15 ai 19 anni, prevalenza di utilizzo di armi da fuoco per i maschi, e di avvelenamento per le femmine. Nonostante le contrastanti teorie e ipotesi di filosofi e scienziati, Bollea e Mayer, sostengono che il suicidio sia in stretto rapporto con le rapide trasformazioni economico-sociali e con i periodi di transizione. I due scienziati condannano la società contemporanea accusandola di porre precocemente i ragazzi a contatto con la realtà esterna, non considerando la loro reale incapacità di assimilazione e di metabolizzazione dei grandi contesti, portando a situazioni di carenza di stima, inadeguatezza e sommersione dalle cose più grandi di lui. Altro punto nevralgico della questione è il rapporto conflittuale con gli adulti, sovente diffuso nelle popolazioni occidentali, a causa della mancanza di delimitazioni delle fasi evolutive, che spesso crea precoci ansie e timori per la propria vita. Tra le altre cause dellinsorgenza del suicidio, vi è infine il disturbo affettivo della personalità, caratterizzato da carenza affettiva precoce, non superamento edipico o assenza di valida identificazione secondaria ruolo fondamentale di un amico immaginario.



                                     

4.4. Ansia, anoressia e suicidio nelladolescente Lindagine scientifica

Bollea fu senza dubbi uno dei massimi scienziati di fine ventesimo secolo. Egli concentrò le sue ricerche sulle degenerazioni e sulle alterazioni organiche neurologiche che causavano pregnanti effetti sul comportamento umano. In" Encefalografia ed epilessia”, parlando del rapporto tra lepilessia e analisi della stessa, riconosce una notevole importanza allencefalografia, grazie alla quale è stato possibile dimostrare che la sopracitata epilessia fosse la causa di una lesione organica cerebrale, e che non la si potesse chiamare malattia, ma sindrome anatomoclinica causata da danni estesi dei centri nervosi. Studiando invece un caso di leucoencefalite subacuta di una bambina di undici anni, insieme a Benedetti e Preve Lecco, evidenzia come causa primaria lalterazione progressiva della capacità di organizzazione temporale e spaziale, fino alla perdita di ogni percorso di pensiero, con un progressivo deterioramento demenziale. Numerose furono le sue indagini nel campo neurologico, tra le quali si ricorda:

  • lo studio sul Pseudotumor Cerebri, che ipotizza esser causato da un edema cerebrale da meccanicismo iperergico, con eziologia compatibile con una pregressa iniezione di vaccino antipoliomielite;
  • lo studio sul Gargoilismo familiare che dimostra esser una doppia tesaurismosi glicoprotica e lipidica, nonché la più frequente manifestazione clinica di plurienzimopatia;
  • lo studio su Anossia e Asfissia paranatali e traumi cranio-vertebrali da parto, con conseguenze dirette nel morbo di Little, forma di paralisi cerebrale infantile caratterizzata da ipertonia muscolare primitiva localizzata sugli arti inferiori, e sindrome di Foster, caratterizzata da un disturbo grave del tono e della forza muscolare, e da una grave insufficienza mentale.
  • lo studio sul Mongolismo, nel quale evidenzia una relazione diretta della malattia mentale e della deformità con letà delle madri;
                                     

5. Opere principali

  • Giovanni Bollea, Le madri non sbagliano mai, Feltrinelli, 1995
  • Giovanni Bollea, Psichiatria delletà evolutiva, 3 volumi, 1979-1980
  • Giovanni Bollea, Genitori grandi maestri di felicità, Feltrinelli, 2005
  • Giovanni Bollea, Compendio di psichiatria delletà evolutiva, 1961 2ª edizione 1980
  • Giovanni Bollea, "Neuropsichiatria infantile", USES Edizioni Scientifiche Firenze, 1989
  • Giovanni Bollea, "Psichiatria delletà evolutiva. Sindromi psico-organiche post-natali", Bulzoni, 1980
  • Giovanni Bollea, Le oligofrenie dismetaboliche, 1966

Anche gli utenti hanno cercato:

...

Giovanni Bollea – ArsDiapason.

BOLLÈA, Giovanni. Nacque a Cigliano, in provincia di Vercelli, il 5 dicembre 1913 da Gelsomino e da Rosa Gaida. Il padre, già emigrato negli Stati Uniti nel. Giovanni Bollea Aspetti clinici e psicopatologici La rivista il Mulino. Tag: Giovanni Bollea. Politica martedì 12 giugno 2018 ore Diciassette giovani collaborano con il Guarnacci. Il progetto si chiama Passi nel Tempo:.


...