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ⓘ Giacomo Ceconi




Giacomo Ceconi
                                     

ⓘ Giacomo Ceconi

Negli anni 1885 - 1887 attende alla linea Tàbor - Hornì Cerekev, realizzando in tale occasione il viadotto di Cervena, il secondo per altezza della monarchia asburgica con i suoi 67 metri. Lopera venne innalzata senza lausilio di armature.

Si dedica quindi a lavori nel porto di Trieste e in varie località portuali della Sardegna fino al 1900. Ormai in età avanzata, chiude la sua attività imprenditoriale, lontano dal suo paese natale, con la costruzione della galleria di Wochein o Bohinj in sloveno, sulla linea Jesenice-Trieste S.Andrea, tratto finale della linea "Transalpina" Boemia-Trieste

Muore a Udine il 18 luglio 1910. Suo figlio Mario, avuto dalla quarta moglie, è stato uno scultore.

                                     

1. Il castello Ceconi di Pielungo

Il conferimento del titolo di conte della Corona dItalia richiedeva che Giacomo Ceconi erigesse una residenza dalle caratteristiche e dalle proporzioni di un castello. Il Ceconi decise allora di costruire una villa, che avrebbe dovuto tenere legati i suoi discendenti alla natale Pielungo. Per attendere di persona alla progettazione e alla costruzione di tale residenza nobiliare, Giacomo Ceconi si trattenne sempre più frequentemente e per lungo tempo nel suo borgo natio.

Lo dimostrano le statue di quattro poeti: Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Ludovico Ariosto e Torquato Tasso, statue erette a decorare la facciata del palazzo.

                                     

1.1. Il castello Ceconi di Pielungo Laspetto artistico-architettonico

Il castello Ceconi è un imponente costruzione neo-gotica dallo stile eclettico, con venature di liberty e dai riflessi medioevali e rinascimentali. Presenta merlature e balconi gotici accanto a finestre rettangolari. I loggiati dalle calde tonalità cromatiche fanno da contrappunto agli affreschi che si snodano lungo le due ali del palazzo e a quelli inseriti nelle lunette dei finestroni gotici. Nelle due lunette delle finestre ai lati dellingresso principale, si trovano gli affreschi di George Stephenson linventore della locomotiva e di Alessandro Volta. Le due personalità geniali e scientifiche affiancano la raffigurazione della Madonna con Bambino, sopra il portale principale. Nellordine superiore, sopra le tre finestre del primo piano sono raffigurate Irene di Spilimbergo e Vittoria Colonna. Nella lunetta centrale, tra le due figure femminili trova posto Leonardo da Vinci. Uno degli imponenti torrioni merlati reca leffigie di Alessandro Manzoni.

Fra le torri la più alta e sottile era stata concepita per accogliere una campana, che aveva la funzione di chiamare a raccolta gli operai. Il piazzale antistante al palazzo si apre fra i boscosi pendii montani. Tale piazzale viene impreziosito da una fontana in cemento, a forma circolare e a due piani concentrici. Lelegante fontana fu oggetto di una contesa tra un alpigiano, un certo Nànol, ed il Conte: luomo ottenne il diritto di passaggio nel cortile del castello per portare la propria mandria ad abbeverarsi alla fontana.

                                     

1.2. Il castello Ceconi di Pielungo I servizi del castello

Il castello veniva riscaldato a legna, per cui si rendeva necessario il lavoro ininterrotto di un addetto allalimentazione delle enormi stufe di maiolica, che si trovavano in ogni stanza il suo nome era Florio. Lilluminazione era invece ad energia elettrica, ricavata dalla centrale fatta costruire dal conte presso il torrente Arzino, ove, attraverso delle tubature a condotta forzata, giungeva lacqua dellacquedotto Agaviva. Nei sotterranei del castello vi erano infine dei forni, utilizzati per cuocere i cibi tipici friulani ma anche quelli legati alla tradizione austriaca.

Il Ceconi aveva poi designato una stanza del castello a museo, in cui conservava gelosamente molti oggetti legati alla sua gioventù e al suo lavoro da imprenditore. Tra i tanti cimeli vi erano gli arnesi da muratore usati in gioventù, i disegni dei lavori eseguiti, dediche, medaglie, pergamene, i diplomi ricevuti e anche molti ritratti di maestranze e di ingegneri con i quali aveva collaborato durante la sua lunga carriera.



                                     

1.3. Il castello Ceconi di Pielungo Sviluppi recenti

Dopo lultima guerra ledificio venne ceduto allEnte Provinciale di Economia Montana. A detto ente la famiglia Ceconi aveva già devoluto tutto il terreno boschivo, acquistato e ripopolato dal conte. Lente pubblico provvide allopera di restauro del palazzo, che tuttavia ebbe a subire nuove mutilazioni a seguito del terremoto.

Il 24 luglio 2008 il maniero è passato definitivamente nelle mani dellazienda Graphistudio che, oltre al castello, ha acquistato anche lannessa foresta di faggi.

                                     

2. Foresta Regionale Conte Ceconi

Nel 1912 la società friulana Pro montibus et sylvis conferisce il diploma di benemerenza allormai scomparso Conte Ceconi per i rimboschimenti eseguiti dal 1890 al 1908. La zona della Val dArzino appariva in quel periodo come luogo di "frane disastrose" e "misero squallore". Il Ceconi si rese a questo scopo promotore di rimboschimenti su grande scala: si valuta che dal 1890 al 1908 mise a dimora circa 1.900.000 piantine fra cui molti pini, abeti e larici tutte in terreni di sua proprietà. Al lavoro di impianto ne conseguì poi uno di sostituzione e manutenzione accurata dei boschi, che venne continuato anche dopo la morte del Conte.

Nel 1982 la "Foresta Ceconi" è passata in proprietà alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che la gestisce sulla base dei Paini di gestione forestale.

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