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ⓘ Piero Strozzi




Piero Strozzi
                                     

ⓘ Piero Strozzi

Piero o Pietro Strozzi è stato un condottiero italiano, membro della famiglia patrizia fiorentina degli Strozzi, figlio di Filippo Strozzi e di Clarice de Medici.

                                     

1. Biografia

Primogenito di casa Strozzi, venne avviato inizialmente alla carriera ecclesiastica, per poi preferire quella militare.

Nel 1537 suo padre Filippo, che era considerato luomo più ricco dItalia, era sceso dalla Francia con un esercito di esuli fiorentini decisi a riprendere la città dopo la scelta del nuovo duca, ma fu sconfitto nella battaglia di Montemurlo, trovando la morte nel carcere della Fortezza di San Giovanni in Firenze meglio conosciuta come Fortezza da Basso. In seguito alla battaglia di Montemurlo lui e molti altri esuli fiorentini trovarono rifugio in Francia e a Venezia. Piero in particolare si accattivò particolari simpatie alla corte di Caterina de Medici, che non gradiva la nuova generazione dei Medici al potere. Passato al servizio di Francesco di Francia, combatté contro gli spagnoli a Serravalle Scrivia.

Nel 1539 si sposò a Venezia con Laudomia de Medici, sorella di Lorenzino de Medici amico del padre dalla quale ebbe due figli. Sebbene strettamente imparentato con i Medici, la sua famiglia fu spesso in contrasto con il ramo principale, in particolare contro Cosimo I de Medici.

                                     

1.1. Biografia Limpresa di Marano

Nel 1542 alcuni sudditi della Serenissima, guidati da un mercante Udinese, Beltrame Sacchia, simpossessarono violentemente, ma con considerevole astuzia, della piccola città fortificata di Marano Lagunare, una roccaforte strategica nei territori contesi del Friuli. Non è chiaro se i congiurati avessero agito di propria iniziativa, ma, temendo la risposta violenta e immediata delle truppe austriache dislocate a Gradisca dIsonzo, gli avventurieri offrirono la cittadina a Piero Strozzi, che laccettò volentieri e vi inviò un suo emissario. Le autorità veneziane, decise a impedire che la guerra dItalia del 1542-1546, che già vedeva Francia e Spagna contrapposte, coinvolgesse i suoi territori, manifestarono energicamente la loro contrarietà ad un intervento di truppe austriache o della piccola flotta spagnola di stanza a Trieste contro gli Strozziani, ma simultaneamente ordinarono il bombardamento e la distruzione del fortino eretto dagli uomini di Sacchia a Lignano. Strozzi però non riuscì ad interessare il Re di Francia alla sua iniziativa e un contrattacco austriaco pareva sicuro. Strozzi godeva però di particolari amicizie a Venezia, specie quella del patriarca di Aquileia Marino Grimani e cercò di negoziare con la Serenissima la cessione della cittadina dietro compenso di denaro, minacciando di cederla altrimenti al Gran Sultano. Della trattativa con Strozzi la signoria incaricò Antonio Cappello, che concluse un accordo, che vide la Repubblica acquisire Marano per 35.000 ducati.

                                     

1.2. Biografia Il tentativo di saccheggiare Monopoli

Conservò per tutta la vita un odio profondo per i Medici, al punto di tentare nel 1543 di sorprendere e saccheggiare la città di Monopoli con laiuto di galee turche. Lo scopo era di danneggiare il Viceré di Napoli don Pietro di Toledo, suocero del suo acerrimo nemico il duca Cosimo I de Medici, che ne aveva sposato la figlia Eleonora. Il progetto di Piero venne sventato dal duca grazie ad una spia, che rivelò il piano al viceré.

                                     

1.3. Biografia Lassedio della Mirandola

Nel 1551 Piero Strozzi tornò in Italia dove diede prova luminosa delle sue capacità militari durante lassedio della Mirandola. La guerra era nata dalla successione nel ducato di Parma e Piacenza, a Pier Luigi Farnese, figlio riconosciuto di papa Paolo III. Assassinato Pier Luigi dal consuocero, limperatore Carlo V, il pontefice aveva veduto dissolversi il sogno di fondare una casa principesca, si era impegnato a convincere il concistoro dei cardinali a consegnare le due città al figlio di Pierluigi, Ottavio, in forma legale, ma Ottavio prevenne il nonno occupando Parma con gesto di ribaldo. Per il gesto Paolo III morì, forse, di crepacuore.

Ferrante I Gonzaga, governatore imperiale di Milano, ebbe ordine dallimperatore Carlo V di occupare Parma. Il giovane duca ribelle trovò lappoggio dei francesi, desiderosi di rientrare, dopo Pavia, nel gioco italiano. La Francia assoldò lo Strozzi, che raccolse soldati alla Mirandola, la cittadella il cui signore era stato dichiarato fellone da Carlo e si era venduto alla Francia. Si combatté sotto le mura di Parma e di Mirandola, che sostenne lo sforzo preminente contro schiaccianti forze papali.

Le mura di nuova concezione, disegnate per un uso rivoluzionario delle artiglierie, consentirono a poche centinaia di difensori di avere ragione di 2-3.000 avversari, uccidendone oltre 1.000. Fu il trionfo dello Strozzi, che ne uscì con la fama di primo generale italiano, e del giovane signore della Mirandola, Ludovico II Pico.



                                     

1.4. Biografia La battaglia di Marciano della Chiana e il tramonto del condottiero

Piero Strozzi avrebbe dissolto la propria fama, dopo pochi anni, il 2 agosto 1554, nella battaglia di Marciano della Chiana o di Scannagallo.

Quando Cosimo si preparò ad attaccare Siena, Piero insieme con il fratello Leone accorse, per difendere lantica repubblica, con un esercito di truppe francesi. Assediati dai fiorentini e dagli imperiali, l11 giugno 1554 Piero tentò una sortita dalla città con diecimila uomini, dirigendosi verso Pontedera. Sperando di raggiungere Firenze attraverso la Val di Nievole, colse di sorpresa i nemici. Dopo un esito inizialmente favorevole, le truppe di Piero si ritirarono a Pistoia in attesa di aiuti via mare portati da Leone Strozzi. Ma Leone era morto colpito da unarchibugiata vicino a Castiglione della Pescaia e il mal tempo impedì alle navi di attraccare. Così Piero riuscì solo a rientrare fortunosamente in Siena.

Piero tentò una nuova sortita il 2 agosto, ma fu sconfitto a Marciano della Chiana, tradito dalla errata manovra di Ludovico Pico Della Mirandola, che, al comando della cavalleria, gli scoprì il fianco ai mediceo-spagnoli. La tradizione vuole che la causa della rotta della cavalleria franco-senese fosse del portabandiera francese, Righetto del Campana, che, corrotto dai Fiorentini con dodici fiaschi pieni di monete doro, fuggì subito dopo linizio dello scontro.

Persa Siena, la resistenza continuò a Montalcino 1556. Col tramonto di Strozzi, nemico giurato di Cosimo I, ritrovavano la sicurezza i Medici a Firenze, uscivano i francesi dal gioco italiano.

Nel 1556 fu nominato Sovraintendente alle armate pontificie e signore di Épernay. Nel 1558 partecipò allassedio di Thionville, presso Calais. Enrico II lo creò, Maresciallo di Francia nel 1558, ma il 21 giugno dello stesso anno morì, colpito da unarchibugiata, durante lassedio di Thionville.

Viene generalmente considerato come linventore dei Dragoni, cioè delle truppe di archibugieri a cavallo.

Suo figlio Filippo fu pure un comandante.

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